Domani alla manifestazione di protesta dei produttori di latte ci saranno anche quelli varesini, la ribattezzata “marcia dei 10’000” sarà ad Arcore in vari punti della nostra Provincia per far sentire la propria voce.
Attraverso la moratoria realizzata dal Ministro Zaia per i produttori di latte che hanno superato le quote latte imposte dalla Comunità Europea fà si di avvantaggiare 17'900 aziende delle 40'000 aziende italiane. La maggioranza delle aziende con grandi sacrifici è sempre rimasta nei limiti ed ora con questo che viene dipinto come un successo per la nostra agricoltura rimangono ancor più fregati.
Con la moratoria si avvantaggia chi non ha seguito le regole e che ha venduto latte che in realtà era in eccesso e prodotto da aziende già leader del mercato che chiaramente sono cosi ancor più privilegiati rispetto ai piccoli produttori.
Cordiali saluti
Gennaro Gatto
Resp. aerea nord IDV Varese
domenica 1 marzo 2009
Convocazione riunione aerea nord idv Varese
In qualità di resp. Aerea nord convoco una riunione da realizzarsi a Cittiglio per Lunedì 9 Marzo a partire dalle ore 21 presso il ristorante La bussola
ORDINE DEL GIRNO
1- relazione da parte del resp. d’aerea delle decisioni prese dal direttivo Provinciale tenutosi il 25-02-2009
2-Decisione “FINALE” (non più prorogabile) dei comuni in cui vogliamo presentare le liste;
3-Discussione sui programmi già redatti in modo da poterli presentare al direttivo provinciale prima possibile
4-Relazione sull’iniziativa della festa della donna da parte del resp. d’aerea;
5-relazione da parte di Roberto Brandalesi su novità riguardanti gli eventi in programma.
6- Altri rinnovi di iscrizione e nuovi tesseramenti per l’ano 2009;
Considerando i punti all’ordine del giorno chiederei a tutti la massima partecipazione e la puntualità
Cordiali saluti.
Gennaro Gatto
ORDINE DEL GIRNO
1- relazione da parte del resp. d’aerea delle decisioni prese dal direttivo Provinciale tenutosi il 25-02-2009
2-Decisione “FINALE” (non più prorogabile) dei comuni in cui vogliamo presentare le liste;
3-Discussione sui programmi già redatti in modo da poterli presentare al direttivo provinciale prima possibile
4-Relazione sull’iniziativa della festa della donna da parte del resp. d’aerea;
5-relazione da parte di Roberto Brandalesi su novità riguardanti gli eventi in programma.
6- Altri rinnovi di iscrizione e nuovi tesseramenti per l’ano 2009;
Considerando i punti all’ordine del giorno chiederei a tutti la massima partecipazione e la puntualità
Cordiali saluti.
Gennaro Gatto
14 milioni di tagli alla navigazione Lago Maggiore
Attraverso il Decreto milleproroghe veniamo a conoscenza che la navigazione lago Maggiore dovrà rivedere i bilanci in quanto subisce un taglio di 14 milioni di euro di finanziamento pubblico.
In pochi ne danno notizia, anche perché la tanto amata “Costa fiorita” non è più cosi tanto amata, il rilancio turistico del territorio tanto proclamato dai rappresentanti della Nostra Provincia è con questa decisione, messo nel cassetto è dagli stessi rappresentati di Partito seduti nelle sedi Romane.
Con questi tagli i traghetti del Lago Maggiore andranno a modificare le tratte e chiaramente i primi tagli, saranno quelli turistici con i collegamenti tra le varie isole. Quindi si taglierà sul turismo estivo che il nostro Lago raccoglie, in prevalenza turismo di turisti stranieri.
Oltretutto comuni come Angera, Laveno e Luino subiranno delle prevedibili perdite di entrate in quanto diminuiranno i flussi turistici n conseguenze sia per i commercianti sia per i comuni che già sono costretti a tirare le cinghie con grandi sacrifici che si ripercuotono sui servizi offerti ai cittadini.
Gennaro Gatto
Resp. Aerea Nord IDV Varese
In pochi ne danno notizia, anche perché la tanto amata “Costa fiorita” non è più cosi tanto amata, il rilancio turistico del territorio tanto proclamato dai rappresentanti della Nostra Provincia è con questa decisione, messo nel cassetto è dagli stessi rappresentati di Partito seduti nelle sedi Romane.
Con questi tagli i traghetti del Lago Maggiore andranno a modificare le tratte e chiaramente i primi tagli, saranno quelli turistici con i collegamenti tra le varie isole. Quindi si taglierà sul turismo estivo che il nostro Lago raccoglie, in prevalenza turismo di turisti stranieri.
Oltretutto comuni come Angera, Laveno e Luino subiranno delle prevedibili perdite di entrate in quanto diminuiranno i flussi turistici n conseguenze sia per i commercianti sia per i comuni che già sono costretti a tirare le cinghie con grandi sacrifici che si ripercuotono sui servizi offerti ai cittadini.
Gennaro Gatto
Resp. Aerea Nord IDV Varese
martedì 10 febbraio 2009
Riduure lo stipendio ai politici
EUROPEE. DI PIETRO-FERRERO: IN 3 ORE RIDUCIAMO STIPENDI POLITICI (DIRE) Roma, 5 feb. - "Con la stessa velocita' con cui si e' fatta la legge sulle Europee, si potrebbe fare una norma per ridurre gli emolumenti ai parlamentari sia in Italia che in Europa". Antonio Di Pietro invita il Partito democratico a raccogliere l'invito 'dell'opposizione' ("che siamo noi", dice Di Pietro con ironia), per una norma che riduca l'indennita' a deputati e senatori e di converso ai parlamentari europei eletti in Italia. Questi ultimi, com'e' noto, vantano un piccolo record in Europa: guadagnano ogni mese 11.703,64 euro di indennita' a fronte di una situazione che vede gli altri paesi nettamente distanziati: 8.160 euro guadagnano gli austriaci, 7.339 i tedeschi, 6.952 i francesi. "Ogni volta che abbiamo presentato una proposta in tal senso ce l'hanno bocciata- spiega Di Pietro- ma adesso, visto che si e' realizzato un accordo bipartisan sulla legge elettorale per le europee, si potrebbe altrettanto efficacemente intervenire su una questione che, soprattutto ora che la crisi comincia a mordere, non puo' che raccogliere consensi ampi e trasversali". Il leader di Italia Dei Valori spiega infatti che in molti paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, si e' dato un segnale di questo tipo. "Possiamo trovare un provvedimento che sia condiviso da tutti- aggiunge l'ex pm- e fissare un tetto anche agli stipendi dei manager pubblici e privati". Un'iniziativa analoga, Di Pietro annuncia di volerla avviare sul doppio rimborso: "non ci possono essere accavallamenti. Non ha senso che noi prendiamo i soldi della legislatura 2006 e di quella 2008". Favorevole alle indicazioni del leader di Idv e' Paolo Ferrero. Il segretario di Rifondazione Comunista osserva: "Sono assolutamente d'accordo. Ai parlamentari bisogna limitare lo stipendio drasticamente". Secondo Ferrero la politica non puo' essere un mezzo "per salire di status sociale". "Io stesso- spiega- non appena sono diventato segretario di Rifondazione Comunista mi sono dimezzato lo stipendio".
giovedì 29 gennaio 2009
Piazza Farnese
Come per “piazza Navona”, le polemiche che seguono “piazza Farnese” oscurano i veri problemi che si voleva evidenziare. Al solito si estrapola un passaggio del discorso offuscando il discorso stesso, pertanto ritengo utile dare un mio contributo che possa portare una versione dei fatti vista da una prospettiva diversa.
In nome della Democrazia e della Legalità Ieri si voleva ricordare che nel nostro Paese ci sono persone che hanno dato la vita per impedire che si potesse spianare la strada ad un regime di stampo “piduista”. C’è chi vorrebbe farlo dimenticare ma, sino a quando ci saremo noi dell’Italia dei Valori, questo non lo permetteremo.
Il secondo punto per cui siamo scesi in piazza era l’espressa denuncia di non poter accettare passivamente chi vuole costruirsi, tramite i vari “lodo”, una Stato di diritto a sua misura. I vari “lodo” stanno diventando uno strumento per mettersi al riparo da eventuali inchieste che potrebbero portare alla luce reati che, per alcuni, è meglio non renderli perseguibili. Siccome rispettiamo la Costituzione vigente riteniamo nostro dovere ribellarci.
Il terzo punto riguardava l’informazione che oggi non la si può definire libera e indipendente in quanto, solo osservando quanto accade per la Commissione di Vigilanza della RAI, c i si rende conto che un controllore scomodo come Italia dei Valori, in questo contesto, non troverà mai uno spazio. E’ risaputo e palese che noi vogliamo professionisti dell’informazione a formare il Consiglio di Amministrazione e pretendiamo che sappiano svolgere il loro dovere di controllori nei confronti dei partiti e del loro operato. Alla luce dei fatti, in modo trasversale, questa soluzione fa venire l’orticaria a molti politici.
L’appello al Presidente della Repubblica era motivato dal fatto che fosse necessario richiamarne l’attenzione verso coloro che sono delusi del suo operato in quanto hanno difficoltà a comprenderlo; chi ha messo il manifesto “Napolitano dorme, l’Italia insorge” doveva essere smentito dai fatti e non dalla censura altrimenti si dà spazio ai faziosi che ci vogliono portare a confronti incivili e irragionevoli. Chi ritiene che certi temi non debbano essere affrontati per “rispetto delle Istituzioni” forse non ha capito che le Istituzioni sono al servizio dei cittadini e pertanto è ai cittadini che debbono rispondere del loro operato. Noi rifiutiamo il silenzio in quanto non vogliamo essere complici di coloro che si ritengono al di sopra dei cittadini.
Se la piazza diventerà l’unico luogo per espletare la vera Democrazia noi siamo pronti a farla diventare la voce che si ribella alle ingiustizie e ai privilegi rispondendo, colpo su colpo, con l’unico strumento democratico rimasto in mano ai cittadini: il referendum.
Coordinatore Provinciale
"Di Pietro Italia dei Valori"
Alessandro Milani
In nome della Democrazia e della Legalità Ieri si voleva ricordare che nel nostro Paese ci sono persone che hanno dato la vita per impedire che si potesse spianare la strada ad un regime di stampo “piduista”. C’è chi vorrebbe farlo dimenticare ma, sino a quando ci saremo noi dell’Italia dei Valori, questo non lo permetteremo.
Il secondo punto per cui siamo scesi in piazza era l’espressa denuncia di non poter accettare passivamente chi vuole costruirsi, tramite i vari “lodo”, una Stato di diritto a sua misura. I vari “lodo” stanno diventando uno strumento per mettersi al riparo da eventuali inchieste che potrebbero portare alla luce reati che, per alcuni, è meglio non renderli perseguibili. Siccome rispettiamo la Costituzione vigente riteniamo nostro dovere ribellarci.
Il terzo punto riguardava l’informazione che oggi non la si può definire libera e indipendente in quanto, solo osservando quanto accade per la Commissione di Vigilanza della RAI, c i si rende conto che un controllore scomodo come Italia dei Valori, in questo contesto, non troverà mai uno spazio. E’ risaputo e palese che noi vogliamo professionisti dell’informazione a formare il Consiglio di Amministrazione e pretendiamo che sappiano svolgere il loro dovere di controllori nei confronti dei partiti e del loro operato. Alla luce dei fatti, in modo trasversale, questa soluzione fa venire l’orticaria a molti politici.
L’appello al Presidente della Repubblica era motivato dal fatto che fosse necessario richiamarne l’attenzione verso coloro che sono delusi del suo operato in quanto hanno difficoltà a comprenderlo; chi ha messo il manifesto “Napolitano dorme, l’Italia insorge” doveva essere smentito dai fatti e non dalla censura altrimenti si dà spazio ai faziosi che ci vogliono portare a confronti incivili e irragionevoli. Chi ritiene che certi temi non debbano essere affrontati per “rispetto delle Istituzioni” forse non ha capito che le Istituzioni sono al servizio dei cittadini e pertanto è ai cittadini che debbono rispondere del loro operato. Noi rifiutiamo il silenzio in quanto non vogliamo essere complici di coloro che si ritengono al di sopra dei cittadini.
Se la piazza diventerà l’unico luogo per espletare la vera Democrazia noi siamo pronti a farla diventare la voce che si ribella alle ingiustizie e ai privilegi rispondendo, colpo su colpo, con l’unico strumento democratico rimasto in mano ai cittadini: il referendum.
Coordinatore Provinciale
"Di Pietro Italia dei Valori"
Alessandro Milani
lunedì 26 gennaio 2009
L’archivio che in realtà non c’è
Sabato durante la campagna elettorale per le regionali in terra Sarda, con accento il candidato pdl Cappellacci, il Presidente del Consiglio dichiara: ”sta per uscire uno scandalo che forse sarà il più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone”.
Ogni riferimento va all’archivio Genchi, consulente di quasi tutte le Procure della Repubblica e il caso si ricollega all’inchiesta dell’ex Pm di Catanzaro Luigi De Magistris per l’inchiesta Wht Not.
E si ricollega alla volontà del governo di modificare la norma riguardante le intercettazioni prevedendole solo per i reali al di sopra i 10 anni di reclusione e con l’uso temporale di 3 mesi delle stesse.
Lo scandalo preannunciato dal Presidente del Consiglio, che quindi ci appestiamo nel verificarlo con la realtà raccoglie intercettazioni su personaggi politici, autorità è sembrerebbe addirittura uomini del servizio segreto.
Lo scandalo preannunciato viene ridimensionato direttamente dallo stesso Gioacchino Genchi che dichiara “vi sono solo analisi di tabulati telefonici (1042), un milione di contatti e 578 mila schede anagrafiche”.
Da qui si capisce che nessuno si è messo ad ascoltare le telefonate ma vi è una trascrizione dei tabulati telefonici.
Questo fa pensare che si voglia far montare un caso solo per aver il consenso dell’opinione pubblica e della maggioranza del governo,non ancora convinta, per la modifica della norma accelerandone anche l’approvazione.
Gennaro Gatto
Ogni riferimento va all’archivio Genchi, consulente di quasi tutte le Procure della Repubblica e il caso si ricollega all’inchiesta dell’ex Pm di Catanzaro Luigi De Magistris per l’inchiesta Wht Not.
E si ricollega alla volontà del governo di modificare la norma riguardante le intercettazioni prevedendole solo per i reali al di sopra i 10 anni di reclusione e con l’uso temporale di 3 mesi delle stesse.
Lo scandalo preannunciato dal Presidente del Consiglio, che quindi ci appestiamo nel verificarlo con la realtà raccoglie intercettazioni su personaggi politici, autorità è sembrerebbe addirittura uomini del servizio segreto.
Lo scandalo preannunciato viene ridimensionato direttamente dallo stesso Gioacchino Genchi che dichiara “vi sono solo analisi di tabulati telefonici (1042), un milione di contatti e 578 mila schede anagrafiche”.
Da qui si capisce che nessuno si è messo ad ascoltare le telefonate ma vi è una trascrizione dei tabulati telefonici.
Questo fa pensare che si voglia far montare un caso solo per aver il consenso dell’opinione pubblica e della maggioranza del governo,non ancora convinta, per la modifica della norma accelerandone anche l’approvazione.
Gennaro Gatto
L’archivio che in realtà non c’è
Sabato durante la campagna elettorale per le regionali in terra Sarda, con accento il candidato pdl Cappellacci, il Presidente del Consiglio dichiara: ”sta per uscire uno scandalo che forse sarà il più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone”.
Ogni riferimento va all’archivio Genchi, consulente di quasi tutte le Procure della Repubblica e il caso si ricollega all’inchiesta dell’ex Pm di Catanzaro Luigi De Magistris per l’inchiesta Wht Not.
E si ricollega alla volontà del governo di modificare la norma riguardante le intercettazioni prevedendole solo per i reali al di sopra i 10 anni di reclusione e con l’uso temporale di 3 mesi delle stesse.
Lo scandalo preannunciato dal Presidente del Consiglio, che quindi ci appestiamo nel verificarlo con la realtà raccoglie intercettazioni su personaggi politici, autorità è sembrerebbe addirittura uomini del servizio segreto.
Lo scandalo preannunciato viene ridimensionato direttamente dallo stesso Gioacchino Genchi che dichiara “vi sono solo analisi di tabulati telefonici (1042), un milione di contatti e 578 mila schede anagrafiche”.
Da qui si capisce che nessuno si è messo ad ascoltare le telefonate ma vi è una trascrizione dei tabulati telefonici.
Questo fa pensare che si voglia far montare un caso solo per aver il consenso dell’opinione pubblica e della maggioranza del governo,non ancora convinta, per la modifica della norma accellerandone anche l’approvazione.
Gennaro Gatto
Ogni riferimento va all’archivio Genchi, consulente di quasi tutte le Procure della Repubblica e il caso si ricollega all’inchiesta dell’ex Pm di Catanzaro Luigi De Magistris per l’inchiesta Wht Not.
E si ricollega alla volontà del governo di modificare la norma riguardante le intercettazioni prevedendole solo per i reali al di sopra i 10 anni di reclusione e con l’uso temporale di 3 mesi delle stesse.
Lo scandalo preannunciato dal Presidente del Consiglio, che quindi ci appestiamo nel verificarlo con la realtà raccoglie intercettazioni su personaggi politici, autorità è sembrerebbe addirittura uomini del servizio segreto.
Lo scandalo preannunciato viene ridimensionato direttamente dallo stesso Gioacchino Genchi che dichiara “vi sono solo analisi di tabulati telefonici (1042), un milione di contatti e 578 mila schede anagrafiche”.
Da qui si capisce che nessuno si è messo ad ascoltare le telefonate ma vi è una trascrizione dei tabulati telefonici.
Questo fa pensare che si voglia far montare un caso solo per aver il consenso dell’opinione pubblica e della maggioranza del governo,non ancora convinta, per la modifica della norma accellerandone anche l’approvazione.
Gennaro Gatto
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